Attestato di rischio: cos'è e dove trovarlo
L'attestato di rischio è la pagella assicurativa che determina quanto paghi di RC auto: dal 2015 è solo elettronico e dal 2019 si aggiorna in modo dinamico. Ecco dove trovarlo compagnia per compagnia, come leggere la tabella sinistri e cosa fare nei casi particolari.
In sintesi: l'attestato di rischio è il documento elettronico che riassume la tua storia assicurativa RC auto: classe di merito universale (CU), sinistri causati negli ultimi anni e dati del veicolo. Dal 1° luglio 2015 non esiste più in formato cartaceo: lo trovi nell'area clienti del sito o dell'app della tua compagnia, che ha l'obbligo di pubblicarlo almeno 30 giorni prima della scadenza della polizza. Quando cambi assicurazione non devi consegnare nulla: la nuova compagnia lo recupera da sola dalla banca dati ANIA. La classe di merito maturata resta valida per 5 anni dalla scadenza dell'ultima polizza.
Cos'è l'attestato di rischio e a cosa serve
L'attestato di rischio (spesso abbreviato in ATR o ATRC) è la “pagella assicurativa” di chi guida: un documento che certifica la posizione dell'assicurato rispetto alla responsabilità civile auto, riportando la classe di merito di conversione universale, la tabella dei sinistri con colpa degli ultimi anni e i dati identificativi del contratto e del veicolo. È il documento che le compagnie usano per calcolare il premio: a parità di veicolo e profilo, un attestato “pulito” (nessun sinistro con colpa) porta a un premio più basso, mentre ogni sinistro con responsabilità principale fa scattare il malus e fa salire il prezzo.
Fino al 2015 l'attestato era un foglio di carta che la compagnia spediva a casa e che bisognava consegnare al nuovo assicuratore in caso di cambio. Con il Regolamento IVASS n. 9 del 19 maggio 2015 l'attestato è stato dematerializzato: dal 1° luglio 2015 esiste solo in formato elettronico, custodito in una banca dati dedicata gestita da ANIA (l'Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici) sotto la vigilanza di IVASS, l'autorità di controllo del settore assicurativo. Questo ha eliminato due problemi storici: gli attestati smarriti e, soprattutto, quelli falsificati per ottenere classi di merito migliori.
Un secondo passaggio è arrivato con il Provvedimento IVASS n. 71 del 16 aprile 2018, che ha trasformato l'attestato da “fotografia statica” a documento dinamico: ne parliamo più avanti, ma il concetto chiave è che oggi l'attestato si aggiorna anche dopo la scadenza della polizza, per intercettare i sinistri pagati in ritardo.
A cosa serve, in pratica? A tre cose:
- Cambiare compagnia: è la base su cui il nuovo assicuratore calcola il preventivo e ti assegna la classe interna;
- Verificare la tua posizione: controllare che classe CU e sinistri registrati siano corretti, prima del rinnovo o di un preventivo;
- Contestare errori: se un sinistro è attribuito per sbaglio o la classe è errata, l'attestato è il documento da cui partire per chiedere la rettifica alla compagnia, che è obbligata a correggere il dato nella banca dati ANIA.
L'attestato non va confuso con la classe di merito in sé: l'attestato è il documento, la classe è uno dei dati che contiene. Se vuoi capire a fondo il meccanismo bonus-malus e la differenza tra classe universale e classe interna, leggi la nostra guida su come funziona la classe di merito dell'assicurazione auto in Italia.
Dove si trova l'attestato di rischio oggi
La risposta breve: nell'area riservata del sito o dell'app della tua compagnia. Il Regolamento IVASS 9/2015 obbliga ogni impresa a mettere a disposizione l'attestato per via telematica, pubblicandolo nell'area personale del cliente almeno 30 giorni prima della scadenza del contratto, e a conservarlo lì per 5 anni. Ecco i canali, in ordine di comodità.
1. Area clienti online della compagnia (il metodo standard)
La procedura è simile per quasi tutte le compagnie:
- Vai sul sito della tua compagnia e accedi all'area riservata (in genere serve una registrazione con codice fiscale ed e-mail, oppure SPID per alcune compagnie);
- Apri la sezione dedicata alle tue polizze (“Le mie polizze”, “I miei documenti” o simili);
- Seleziona la polizza RC auto e cerca la voce “Attestato di rischio” o “Attestazione sullo stato del rischio”;
- Scarica il PDF o visualizzalo a schermo.
Qualche riferimento pratico per le principali compagnie: in Generali e UnipolSai l'attestato è nell'area clienti e nell'app, tra i documenti della polizza auto; in Allianz lo trovi nell'area personale AllianzNow; nelle compagnie dirette come Prima, Genertel, ConTe e Verti è scaricabile in autonomia dall'area clienti in pochi clic, spesso con invio automatico via e-mail prima della scadenza. Se la tua polizza è gestita da un agente o un broker, puoi anche chiederlo direttamente in agenzia: te lo stampano o te lo inviano via e-mail.
2. App mobile della compagnia
Quasi tutte le compagnie replicano l'area clienti nell'app: stessa logica, stessi documenti. È il metodo più rapido se hai già l'app installata e le credenziali attive.
3. Richiesta diretta alla compagnia
Se non riesci ad accedere all'area riservata (credenziali smarrite, polizza intestata a un familiare, contratto molto vecchio), puoi richiedere l'attestato via e-mail, PEC o telefono al servizio clienti. La compagnia è tenuta a fornirtelo: il documento riguarda la tua posizione assicurativa e hai diritto ad averlo.
4. La banca dati ANIA: perché spesso non devi fare nulla
Qui sta la vera semplificazione: quando cambi compagnia, non devi consegnare l'attestato a nessuno. Il nuovo assicuratore accede autonomamente alla banca dati degli attestati di rischio gestita da ANIA e recupera la tua posizione in tempo reale, al momento del preventivo o della stipula. Ti verranno chiesti solo i dati per identificare il rischio: targa del veicolo e codice fiscale del proprietario (o dell'intestatario al PRA). Scaricare il PDF resta utile per controllare i dati prima di fare preventivi, ma non è un requisito per cambiare assicurazione.
Attenzione a un dettaglio: la banca dati ANIA non è consultabile direttamente dai privati. Non esiste un “portale ANIA per cittadini” da cui scaricare l'attestato: il canale per te resta la compagnia (area clienti, app o richiesta diretta); alla banca dati accedono le imprese assicurative.
Come si legge l'attestato di rischio
Il formato è standardizzato da IVASS, quindi l'attestato ha la stessa struttura per tutte le compagnie. Le sezioni principali sono queste.
Dati identificativi
- Impresa assicuratrice e denominazione del contratto;
- Contraente e proprietario del veicolo (o altro avente diritto, come locatario nel leasing o usufruttuario), con codice fiscale;
- Veicolo: targa e tipologia;
- Forma tariffaria (bonus-malus, franchigia, tariffa fissa);
- Data di scadenza del contratto;
- Codice IUR (Identificativo Univoco di Rischio): introdotto con l'attestato dinamico, lega in modo univoco il proprietario del veicolo alla sua storia sinistri e permette alle compagnie di agganciare correttamente la posizione anche dopo un cambio di assicuratore.
Classe di merito
Trovi due valori: la classe CU di provenienza (quella dell'anno in corso) e la classe CU di assegnazione (quella che ti spetta al rinnovo). La classe di conversione universale va da 1 (la migliore) a 18 (la peggiore) ed è il valore che “viaggia” con te da una compagnia all'altra; la classe interna, che ogni compagnia calcola con proprie regole, può essere diversa e incide sul premio effettivo.
La tabella di sinistrosità
È il cuore dell'attestato: una griglia che riporta, anno per anno, i sinistri con colpa. La struttura storica è quella dei 5 anni precedenti più l'annualità in corso (la cosiddetta tabella “5+1”); con l'attestato dinamico la storicità dei sinistri registrati in banca dati è stata progressivamente estesa fino a 10 anni. Per ogni annualità la tabella distingue:
- Sinistri con responsabilità principale: colpa superiore al 50%, sono quelli che fanno scattare il malus (in genere +2 classi CU);
- Sinistri con responsabilità paritaria: colpa pari o inferiore al 50%, non fanno scattare subito il malus, ma le percentuali si sommano nel tempo: se in 5 anni superi cumulativamente il 50%, il malus arriva;
- La tipologia di danno: a cose, a persone o misto.
Esempio pratico. Marco è in classe CU 5 e la sua tabella mostra: quattro anni con “0” sinistri, e nell'ultimo anno un “1” nella colonna della responsabilità principale (danno a cose). Lettura: Marco ha causato un incidente con colpa prevalente; la classe di assegnazione al rinnovo sarà la 7 (due classi in più rispetto alla 5). Se invece quell'1 fosse comparso nella colonna della responsabilità paritaria con quota 30%, Marco avrebbe mantenuto la classe 5, ma la quota resterebbe registrata: un secondo sinistro paritario al 25% negli anni successivi farebbe superare il 50% cumulato e farebbe scattare il malus.
Sulla tabella possono comparire anche le sigle N.A. (non assicurato in quell'annualità), N.D. (dato non disponibile) e l'indicazione di eventuali sinistri con “riserva”, cioè denunciati ma non ancora pagati: questi ultimi non incidono finché la compagnia non effettua un pagamento, anche parziale.
Validità: la classe di merito si conserva per 5 anni
L'attestato di rischio ha una validità di 5 anni dalla data di scadenza dell'ultima polizza. In concreto: se la tua assicurazione scade il 31 ottobre 2026 e non la rinnovi (auto venduta, ferma in garage, trasferimento all'estero), la tua classe di merito resta “congelata” e utilizzabile fino al 31 ottobre 2031. Entro quella data puoi assicurare di nuovo un veicolo ripartendo dalla classe maturata, senza penalizzazioni.
Passati i 5 anni senza una nuova polizza, la classe decade: si riparte dalla classe CU 14, quella d'ingresso, come un neopatentato. È una delle perdite economiche più sottovalutate: chi ha maturato una classe 1 in vent'anni di guida e lascia scadere i 5 anni si ritrova a pagare premi da principiante. Le vie d'uscita, in questo caso, sono la RC familiare (evoluzione della Legge Bersani), che permette di ereditare la classe di un familiare convivente su un veicolo di nuova assicurazione, oppure la classe d'ingresso agevolata che alcune compagnie offrono commercialmente.
Nota bene: durante i 5 anni non devi “rinnovare” o “far vistare” nulla. La posizione resta in banca dati ANIA e qualunque compagnia la ritroverà quando chiederai un preventivo. Se invece stai per cambiare assicuratore alla scadenza naturale, ricorda che dal 2013 le polizze RC auto non si rinnovano tacitamente: ti basta non pagare il rinnovo, ma ci sono comunque accortezze utili che trovi nella guida su come disdire l'assicurazione auto in scadenza.
L'attestato di rischio dinamico: cosa cambia davvero
Con il Provvedimento IVASS n. 71/2018 l'attestato è diventato “dinamico” a partire dal 2019. La differenza rispetto al vecchio attestato statico è una: il documento si aggiorna anche dopo essere stato emesso. Prima, l'attestato fotografava la situazione a circa 30 giorni dalla scadenza: un sinistro pagato dalla compagnia dopo quella data (i cosiddetti “sinistri tardivi”) sfuggiva al conteggio, e chi cambiava compagnia poteva mantenere una classe migliore di quella reale.
Oggi funziona così: se un sinistro viene pagato a ridosso della scadenza o dopo, la compagnia lo registra comunque in banca dati ANIA, l'attestato viene rigenerato e la nuova compagnia — grazie al codice IUR — recupera la posizione aggiornata e applica la classe corretta, con eventuale ricalcolo del premio. In pratica: il malus non si evita più cambiando assicuratore al momento giusto. Per l'assicurato onesto non cambia nulla, se non una maggiore equità: chi non causa sinistri non paga per chi li “nascondeva”.
Casi particolari
Polizza con compagnia estera
Se rientri in Italia dopo un periodo di assicurazione all'estero, la tua storia non è nella banca dati ANIA. Il documento equivalente è la dichiarazione della compagnia estera sulla storia sinistri, spesso chiamata claims history o no-claims statement: attesta gli anni di copertura e i sinistri causati. Presentandola alla compagnia italiana (meglio se accompagnata da una traduzione), puoi chiedere il riconoscimento di una classe CU coerente con l'anzianità maturata. Non tutte le compagnie la valorizzano allo stesso modo: è uno dei casi in cui confrontare più preventivi fa una differenza enorme.
Auto venduta, demolita, esportata o rubata
La classe di merito non muore con il veicolo. Se vendi l'auto (o viene demolita, radiata per esportazione o rubata), puoi trasferire la classe maturata su un altro veicolo della stessa tipologia intestato a te: basta documentare la cessazione del rischio (atto di vendita, certificato di rottamazione, denuncia di furto). La finestra utile è sempre quella dei 5 anni di validità dell'attestato. Il passaggio tra tipologie diverse — ad esempio da auto a moto — segue invece regole particolari: le trovi spiegate nella guida su come trasferire la classe di merito da auto a moto.
Classe scaduta oltre i 5 anni
Come visto, oltre i 5 anni la classe decade e si riparte dalla CU 14. Prima di rassegnarti, verifica due strade: la RC familiare, se convivi con un familiare che ha una classe migliore su un veicolo assicurato; e le offerte commerciali di alcune compagnie che assegnano classi d'ingresso migliorative a determinati profili (ad esempio chi ha avuto una polizza in passato senza sinistri). Nessuna delle due ripristina la vecchia classe in banca dati, ma entrambe riducono il danno economico.
Dati errati sull'attestato
Se trovi un sinistro che non ti appartiene o una classe sbagliata, invia un reclamo scritto alla compagnia che ha emesso l'attestato chiedendo la rettifica: l'impresa è obbligata a correggere il dato in banca dati ANIA. Se non risponde entro 45 giorni o la risposta non ti soddisfa, puoi presentare reclamo a IVASS tramite l'apposito modulo sul sito dell'autorità.
Contraente e proprietario diversi
La classe di merito segue il proprietario del veicolo (l'intestatario al PRA), non il contraente della polizza. Se paghi tu l'assicurazione dell'auto intestata a un familiare, la storia assicurativa matura sul suo codice fiscale: un dettaglio da considerare prima di intestare veicoli e polizze in famiglia.
Domande tipiche
Serve stampare l'attestato per il nuovo assicuratore? No: la nuova compagnia lo recupera dalla banca dati ANIA con targa e codice fiscale. Scaricarlo serve solo a te, per controllo.
L'attestato arriva ancora per posta? No, dal 1° luglio 2015 è solo elettronico. Alcune compagnie lo inviano in PDF via e-mail per cortesia, ma il canale ufficiale è l'area riservata.
Posso vedere l'attestato di un'auto che sto per comprare? No: l'attestato riguarda la posizione assicurativa del proprietario, non la “fedina” del veicolo, e contiene dati personali accessibili solo agli aventi diritto.
Un sinistro con torto al 50% fa salire la classe? No, il malus scatta con responsabilità superiore al 50%. Ma la quota resta registrata: se in 5 anni le quote paritarie cumulate superano il 50%, il malus arriva.
Conclusione
L'attestato di rischio è il documento che decide quanto paghi di RC auto, ed è anche quello che richiede meno burocrazia in assoluto: vive in formato elettronico nell'area clienti della tua compagnia, si aggiorna da solo grazie al sistema dinamico e viaggia automaticamente verso il nuovo assicuratore tramite la banca dati ANIA. Le uniche cose da fare attivamente sono due: controllarlo una volta l'anno, prima del rinnovo, per verificare classe e sinistri; e non lasciar passare 5 anni senza polizza, per non azzerare una classe costruita in anni di guida attenta. Con l'attestato sotto controllo, il passo successivo è farlo fruttare: confronta i preventivi RC auto su bollette.net e verifica quanto la tua classe di merito vale davvero sul mercato.
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