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Prestiti & Mutui

Tasso BCE: valore oggi e impatto sul mutuo nel 2026

Il tasso BCE è risalito al 2,25% nel giugno 2026. Scopri come cambia la rata del mutuo fisso e variabile, con simulazioni reali e il confronto delle offerte delle banche partner.

· Pubblicato il · 7 min di lettura
Tasso BCE: valore oggi e impatto sul mutuo nel 2026

Tasso BCE oggi: valore aggiornato e ultima decisione (giugno 2026)

Il tasso sui depositi della BCE è al 2,25% dopo il rialzo di 25 punti base deciso il 12 giugno 2026: il primo aumento dal 2023, che interrompe due anni e mezzo di allentamento monetario. Il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (MRO), quello che le banche pagano per ottenere liquidità a una settimana, sale al 2,40%, mentre il tasso di rifinanziamento marginale chiude il cosiddetto "corridoio" sul lato superiore.

Questi tre tassi delimitano il costo del denaro nell'Eurozona e condizionano Euribor e IRS, gli indici che muovono la rata del tuo mutuo. La prossima riunione del Consiglio direttivo è fissata per il 22 luglio 2026: i mercati si dividono tra una pausa e un nuovo ritocco al rialzo, complice la fiammata dei prezzi energetici.

Data decisioneVariazioneTasso depositi
12 giu 2026+25 pb2,25%
10 apr 2026−25 pb2,00%
30 gen 2026−25 pb2,25%
11 dic 2025−25 pb2,50%

Cos'è il tasso BCE e come funziona: guida rapida

Il tasso BCE è il prezzo al quale la Banca Centrale Europea presta denaro alle banche commerciali dell'Eurozona. In Italia ha sostituito il vecchio Tasso Ufficiale di Sconto (TUS) dopo l'ingresso nell'euro. Non è uno solo: esistono tre tassi chiave.

  • Tasso sui depositi: il rendimento che le banche ottengono parcheggiando liquidità in eccesso presso la BCE. È diventato il riferimento principale della politica monetaria.
  • Tasso di rifinanziamento principale (MRO): il costo dei prestiti ordinari a una settimana.
  • Tasso di rifinanziamento marginale: il prestito "di emergenza" overnight, il più caro dei tre.

Il Consiglio direttivo si riunisce ogni sei settimane circa con un obiettivo dichiarato: mantenere l'inflazione vicina al 2% nel medio termine. Quando i prezzi corrono, alza i tassi per raffreddare la domanda; quando l'economia rallenta, li taglia.

Tasso BCE, Euribor e IRS: quale conta per il tuo mutuo?

Il tasso BCE definisce il contesto, ma non fissa direttamente la rata. Per chi sceglie un mutuo contano altri due indici.

  • Euribor: il tasso al quale le banche si prestano denaro tra loro. È il riferimento dei mutui variabili e segue da vicino le mosse BCE.
  • IRS (Eurirs): l'indice degli swap a lungo termine, base dei mutui a tasso fisso. Riflette le aspettative future sui tassi, non il valore odierno della BCE.

Serie storica tasso BCE: dal 2022 a oggi

Per capire dove siamo, serve guardare il percorso recente.

  • 2022-2023: stretta record contro l'inflazione a doppia cifra. Il tasso sui depositi sale dal −0,50% ai massimi storici in pochi mesi.
  • Metà 2024 – inizio 2026: otto tagli consecutivi riportano il tasso depositi al minimo del 2,00% nell'aprile 2026, sostenendo il credito alle famiglie.
  • Giugno 2026: inversione di rotta. Il primo rialzo dopo due anni e mezzo arriva con l'inflazione energetica al +10,9%, spinta dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente.

Per settembre 2026 i mercati scontano un ulteriore +25 pb. Lo scenario non è più di tassi calanti: chi valuta un finanziamento deve ragionare in un'ottica di stabilizzazione o lieve risalita.

Tasso BCE e mutui: effetti concreti sulla tua rata nel 2026

Ecco la parte che incide sul portafoglio.

Mutuo a tasso variabile

La rata si calcola come Euribor 3 mesi (oggi intorno al 2,40%) + spread bancario = TAN. Quando la BCE alza, l'Euribor segue nel giro di poche settimane e la rata sale già alla scadenza successiva. È il prodotto più reattivo, nel bene e nel male.

Mutuo a tasso fisso

È indicizzato all'IRS e cristallizzato alla firma. Chi ha già un fisso non risente del rialzo BCE: la rata resta identica per tutta la durata.

Una simulazione pratica

Su un mutuo da 180.000 € a 20 anni, con i parametri di mercato di giugno 2026, la rata variabile si aggira intorno a 964 € al mese, contro circa 1.031 € del fisso: un differenziale di circa 67 € a favore del variabile.

Con un rialzo di +25 pb a settembre, la rata variabile salirebbe a circa 986 € (+22 €), riducendo il divario a circa 45 €. In uno scenario cumulativo, chi aveva un variabile a gennaio 2026 potrebbe ritrovarsi a pagare fino a 50 € in più al mese entro fine anno.

I dati di mercato aggiornati (Osservatorio MutuiOnline, giugno 2026) indicano un TAN medio fisso del 3,38% e un TAN medio variabile del 2,58%. Il variabile resta più economico all'avvio, ma il margine si assottiglia. Per un approfondimento sulla scelta, leggi la guida sulla differenza tra mutuo a tasso fisso e variabile 2026.

Fisso o variabile nel 2026? Confronto offerte reali

Con la BCE che torna ad alzare, il divario fisso-variabile si comprime: scegliere bene conta più che mai. Di seguito le tipologie disponibili dai principali istituti partner — Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER Banca, BNL e Credit Agricole Italia — con condizioni aggiornate in tempo reale.

Tasso fisso 30 anni (360 mesi)

Stabile e prevedibile, oggi preferito dalla maggioranza dei mutuatari italiani. Pro: rata blindata, immune ai rialzi. Contro: parte più alta del variabile.

Variabile Euribor 3 mesi 25 anni (300 mesi)

Più conveniente all'avvio, ma esposto alle decisioni BCE. Pro: rata iniziale inferiore. Contro: imprevedibilità sul medio periodo.

Giovani Under 36 LTV 100% (360 mesi)

L'opzione per chi non dispone del 20% di anticipo: finanzia l'intero valore dell'immobile.

Surroga gratuita (240 mesi)

Permette di spostare il mutuo in un'altra banca a costo zero. Con la BCE in risalita, la finestra per passare dal variabile al fisso è ancora aperta.

Cosa fare adesso: guida per profilo

🏠 Cerchi il primo mutuo: con tassi in stabilizzazione, il fisso a 30 anni offre certezza; il variabile resta interessante solo se prevedi di estinguere in anticipo. Confronta le proposte di Intesa Sanpaolo, UniCredit e BNL.

📉 Hai già un variabile e la rata sale: valuta la surroga gratuita verso un fisso. Credit Agricole Italia, BPER Banca e UniCredit offrono surroghe a zero costi su 240 mesi.

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💡 Vuoi rinegoziare senza cambiare banca: la rinegoziazione modifica le condizioni con il tuo istituto attuale; la surroga trasferisce il mutuo altrove. La prima è più rapida, la seconda spesso più conveniente sul tasso.

Approfondisci tutte le soluzioni nelle offerte prestiti e mutui o leggi la guida sul mutuo seconda casa.

Tasso BCE e altri prodotti: prestiti e cessione del quinto

Il rialzo non tocca solo i mutui. I prestiti personali vedono TAN e TAEG medi in lieve salita, perché il costo della raccolta bancaria aumenta. La cessione del quinto, indicizzata ai tassi soglia governativi, è meno esposta alle variazioni BCE rispetto ai mutui variabili: la rata resta fissa per legge per tutta la durata.

C'è anche il rovescio positivo: quando la BCE alza, i rendimenti di conti deposito e libretti tendono a migliorare. Confronta le soluzioni di prestiti personali e di cessione del quinto per trovare la formula più adatta.

Strumenti utili: come usare il comparatore mutui

Per ottenere le offerte reali di Intesa Sanpaolo, UniCredit, BPER Banca, BNL e Credit Agricole Italia, inserisci importo, durata e LTV (rapporto tra mutuo e valore dell'immobile) nel comparatore mutui. Oltre al TAN, confronta sempre:

  • TAEG: il costo complessivo, comprensivo di spese accessorie.
  • Istruttoria e perizia: voci che incidono sull'esborso iniziale.
  • Assicurazioni obbligatorie: verifica quali sono incluse.

Per la surroga online, la procedura con i partner è digitale: confronto delle offerte, scelta della banca, invio documenti via web, zero costi a carico tuo.

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Domande frequenti

Qual è il tasso BCE oggi e da quando è in vigore?

Il tasso sui depositi è al 2,25% dal 12 giugno 2026, dopo un rialzo di 25 punti base. Il tasso di rifinanziamento principale (MRO) è al 2,40%. La prossima revisione è attesa per il 22 luglio 2026.

Se la BCE alza i tassi, la rata del mio mutuo variabile aumenta subito?

Sì, in tempi brevi. La rata variabile segue l'Euribor 3 mesi, che reagisce alle decisioni BCE nel giro di poche settimane: l'aumento si riflette già alla scadenza successiva. Il mutuo a tasso fisso, invece, resta inalterato.

Conviene ancora il mutuo a tasso variabile nel 2026?

Il variabile resta più economico all'avvio (TAN medio 2,58% contro 3,38% del fisso), ma con la BCE in risalita il margine si riduce. È adatto a chi prevede di estinguere in anticipo o ha capacità di assorbire rialzi; chi cerca certezza tende a preferire il fisso.

Posso surrogare il mio mutuo variabile a tasso fisso senza costi?

Sì. La surroga è gratuita per legge: nessuna spesa di istruttoria, perizia o notaio a tuo carico. Istituti come Credit Agricole Italia, BPER Banca e UniCredit la offrono su durate fino a 240 mesi, con procedura digitale.

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